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Apertura delle Saveriadi 2006 PDF Stampa E-mail
Eucaristia di apertura delle Saveriadi Nella Chiesa di S. Ignazio in Roma Presiede il P. Peter-Hans Kolvenbach: "Sono particolarmente lieto di accogliervi in questa chiesa di Sant’ Ignazio a Roma. Siete arrivati da varie città d’Italia, da diversi paesi dell’Europa; grazie alla presenza del Libano e dell’Australia, possiamo dire che c’è qui oggi rappresentata una buona parte di tutta l’umanità. " Siete giunti dai diversi Paesi con aerei, pullman, navi, treni, e probabilmente sarete anche un po’ stanchi del viaggio, specie quelli che arrivano da molto lontano. Ma, sono sicuro che la vostra giovinezza e la gioia di incontrarvi, di condividere quest’esperienza, compensa certamente la stanchezza. Dunque, rivolgo a voi e ai vostri accompagnatori il mio più cordiale saluto di benvenuto nella Città Eterna. 

Come ben sapete, l’occasione dell’odierno nostro incontro ci è suggerito dal giubileo che i gesuiti stanno vivendo in quest’anno 2006, celebrando tre figure di straordinaria santità.  

Io stesso, per questa speciale ricorrenza, ho sollecitato i gesuiti a promuovere iniziative volte ad essere un’occasione di incontro e di rinnovamento spirituale. Oggi, mi è particolarmente gradita l’occasione per esprimere il mio compiacimento agli organizzatori di questo evento.  

Questa è un’iniziativa che ben rappresenta il carattere universale della Compagnia di Gesù, che è stata tale sin dalla sua nascita. I nostri tre campioni, infatti, erano anche essi  come voi giovani, di diversi paesi d’Europa, Ignazio dei paesi baschi, Francesco Saverio della Navarra e Pietro Fabro della Savoia. Essi erano accomunati prima dagli studi presso l’Università della Sorbona di Parigi e più tardi, dall’ideale di servire Cristo, la Chiesa, tutta l’umanità. Anch’essi, prima di incontrare Gesù non amavano le mezze misure, avevano tante ambizioni. Dopo averlo incontrato, hanno saputo metterle al servizio di Gesù e del suo Regno, facendo di Lui il loro Progetto di Vita. 

Nella mente degli organizzatori di quest’appuntamento, dal nome stesso di Saveriadi, spicca chiaro il ricordo di Francesco Saverio, non tanto perché egli fu da giovane un grande sportivo, ma perché fu un grande “missionario”.

Vi è noto che Francesco Saverio per annunciare il Vangelo a chi non lo conosceva, da solo ha percorso più di cinquantamila chilometri, in circa dieci anni, con i mezzi del tempo, cioè a piedi, con cavalcatura, in nave, affrontando pericoli ed indigenze. Basti pensare che all’epoca, una nave su due non arrivava a destinazione. Quando la distruzione non arrivava dalle tempeste in mare o dai pirati, ci pensavano le epidemie che scoppiavano a bordo.  

Tutti questi rischi il giovane Francesco li ha affrontati perché ha conosciuto Gesù. Null’altro il Saverio desiderò nella sua vita, che il maggior numero di uomini e donne del suo tempo potessero incontrare Cristo, per scoprire che solo l’amore di Dio rende felici davvero. Egli si rese strumento infaticabile nelle mani di Dio per portare all’umanità, anche la più lontana e abbandonata, la tenerezza di Dio.   

Sulla scia dei tre nostri campioni, avrete anche voi una “missione” da compiere. Sarete inviati nelle diverse città dove si svolgono le gare: San Pellegrino Terme, Padova, Torino, Roma, Palermo. Queste città, grazie a voi, diventeranno realmente un “villaggio globale” e con la vostra presenza testimonierete che c’è una sola comunità: l’umanità.  

La vostra “missione” in queste Saveriadi sarà pubblica. Nelle città dove verrete ospitati, sarete visibili: sui campi sportivi, con gli stand nelle piazze, con conferenze, celebrazioni, visitando luoghi carichi di storia e di cultura, incontrando altri giovani, gli amministratori ed operatori turistici. Tra voi, e con quanti incontrerete, vivrete la “missione” che è in primo luogo amicizia, accoglienza, in una parola: condivisione. Questo è lo spirito di ogni missionario, questo fu lo spirito del Saverio.  

A dei giovani come voi non posso che augurare di condividere voi stessi, quello che siete. Le persone che incontrerete nelle diverse città, vorranno certamente vedervi all’opera come sportivi, ma sono certo che attendono da voi anche la testimonianza della vostra gioiosa giovinezza, fatta sì di impegno nelle gare, ma anche di rispetto, di spirito di squadra, di lealtà, attendono di vedere tra voi l’aiuto reciproco, l’accoglienza fraterna tra persone di diversi paesi e continenti, il dialogo che supera le difficoltà della lingua, capacità di intessere relazione di grande fiducia, silenzio e capacità di ascolto dell’altro e di Dio, semplice clima di festa, che specialmente voi giovani sapete realizzare stando insieme.  

Mentre si svolgono le competizioni sportive, siete chiamati a dare e darvi reciprocamente speranza e fiducia in un “mondo nuovo” che sta nascendo, un mondo che gli uomini e le donne del nostro tempo attendono, che Dio attende. Sarete ambasciatori di una nuova umanità, di un nuovo mondo, il mondo di Cristo. 

Quando la “missione” sarà terminata, vi ritroverete ancora a Roma, fra una settimana. Il momento culminante di questo nuovo appuntamento, sarànno sì le premiazioni, ma esso diverrà l’occasione per scambiarvi le esperienze di ciascuno, comunità.  

Ma non è ancora tutto! Da Roma poi, ciascuna e ciascuno di voi farà ritorno alla sua casa più ricco. L’esperienza di amicizia tra i popoli condivisa in questi giorni in Italia, favorita dallo sport, vi darà uno sguardo nuovo su voi stessi, sull’umanità.  

Tornando a casa, auspichiamo che i vostri sogni, il vostro Progetto di Vita, abbia un respiro grande come il mondo e inglobi gli altri, così da “agire locale e pensare globale”. La speranza è che la “missione” caratterizzi interamente la vostra vita, continui nei vostri ambienti, nelle vostre scuole. L’amore non ha confini. In qualsiasi luogo vive, per chi ama, crede e spera, il mondo non è grande abbastanza e una vita non basta per amare. 

Per parte nostra vi auguriamo che le Saveriadi siano una eccellente palestra non solo per esercitarvi negli sport, ma anche una palestra di ”umanità” e che sull’esempio e con l’intercessione di Ignazio, Francesco e Pietro, continuando la vostra crescita di vita, possiate divenire sempre di più “uomini e donne per e con gli altri” e così dare una mano a Dio a costruire la Civiltà dell’Amore che Egli e l’intera famiglia umana attende. Amen!

 

                 Domenica 2 luglio 2006: 

                 Brani biblici  Sap 1, 13-15; 2, 23-24

                   Sal 29, 2 e 4.5-6.11 e 12a e 13b

                   R. Ti esalto Signore perché mi hai liberato

                2Cor 8, 7.9.13-15

                   Mc 5, 21-43 (oppure, breve: 21-24.35b-43) 
               

      Carissimi giovani

 

 
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