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Quando tanti anni fa nelle sedute di formazione qualcuno poneva la domanda "leader si nasce o si diventa?", le risposte più frequenti erano: "Dipende dal padre" o "Tutti possono diventare leader tranne i follower".
Quelli che devono apprendere la leadership possono essere sottoposti a tecniche d'ispirazione diversa, che si richiamano ad Attila, Machiavelli o Shakespeare, alla direzione d'orchestra, alla psicologia, all'antropologia, alla neurolinguistica o al benchmarking, a programmi che si tengono al chiuso o all'aria aperta. "I Gesuiti ci mostrano un modello di leadership che va contro la corrente della maggioranza dei modelli contemporanei", scrive Chris Lowney in "Heroic Leadership. Best practices from a 450-year-old Company that changed the World", Loyola Press, Chicago, 2005/2. Lowney è stato in collegio dai Gesuiti per sette anni e ha lavorato diciassette anni in J.P.Morgan, come managing director di New York, Tokio, Singapore e Londra. Sostiene nel suo libro che i Gesuiti "invece di parlare di leadership l'hanno praticata". E' questa la ragione per cui la Compagnia di Gesù è attiva da quattro secoli e mezzo e conta 21 mila confratelli in più di cento paesi. Una longevità che supera abbondantemente quella delle maggiori aziende americane:solo 16 hanno più di 100 anni. I quattro fondamenti individuali di questo successo organizzativo sono - "la capacità di ciascuno dei membri di conoscersi a fondo per mezzo dell'esame di coscienza, che fa scoprire i propri punti di forza e di debolezza, i propri valori e visioni del mondo; - l'orientamento ad affrontare il cambiamento con creatività e a non temere il pericolo; - l'amore verso gli altri come atteggiamento di sostegno positivo; - l'eroismo, l'aspirazione a far diventare se stessi e gli altri sempre migliori". Sono le componenti della "leadership individuale efficace", un modello che rompe con l'opinione che "i leader sono soltanto dei capi che nei momenti chiave sanno essere all'altezza delle circostanze". La "leadership individuale efficace" non appartiene alle organizzazioni è un comportamento che si manifesta in ogni occasione della vita, una "capacità di correggere i propri errori" e di ottenere risultati.
Come i Gesuiti i leader devono individuare i migliori collaboratori e aiutarli a crescere. Così facendo si può colmare il vuoto di leadership di cui soffrono molte aziende, sempre in attesa di un "grand'uomo". Lowney rivela la sua tesi e mostra i tratti del modello di leadership che propugna in due capitoli, fra i primi dei dodici che sviluppano il suo libro, intitolati significativamente "Che cosa fa un leader" e "Modelli di ruolo". Negli altri racconta casi e indica come percorrere la distanza per raggiungere la leadership, centinaia di migliaia di volte sperimentata nella "accidental Company with a purposeful vision", la congregazione religiosa che "ha cambiato il mondo": un misto di autocoscienza, esaltazione e fiducia nella forza della comunità. Perchè no? |