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Maria, madre dell'umanità PDF Stampa E-mail
Nella spiritualità ignaziana, Maria occupa un posto fondamentale, accompagnando la preghiera del fedele lungo tutto il percorso degli Esercizi Spirituali.

6 aprile - 27 maggio 2006 

Sentire con gli occhi.

L'arte della Compagnia di Gesù:

annuncio di fede e promozione della giustizia 
 

Sezione 7

Maria, madre dell'umanità 
 

Testo in catalogo di:

Andrea Dall'Asta S.I. 

Questa importanza trova le sue radici nella profonda venerazione di Ignazio verso Maria, la cui presenza accompagna il pellegrino lungo tutta la sua vita. È sufficiente pensare al momento in cui Ignazio, dopo una lunga convalescenza nel castello paterno di Loyola causata dalle ferite riportate alla gamba destra in seguito a una battaglia contro i francesi volti alla conquista della città di Pamplona (1521), «decise di fare una veglia d'armi per una notte intera, senza sedersi né appoggiarsi, ma solo restando in piedi o in ginocchio davanti all'altare di Nostra Signora di Montserrat, dove aveva in animo di lasciare i suoi abiti per vestire le armi di Cristo» [Es 17]. Davanti a un'immagine di Maria, la Madonna Nera di Montserrat, inizia il lungo viaggio del pellegrino.

Uno dei tratti fondamentali de la Madre o Nostra Signora, come la chiama spesso Ignazio, con un chiaro riferimento al linguaggio cavalleresco del tempo, è quello di mediatrice. Ignazio, a partire dal terzo esercizio della prima settimana, propone in modo esplicito o suggerisce di concludere quasi tutte le successive meditazioni o contemplazioni, certamente le più importanti, con un triplice colloquio: con Maria, con Gesù e con il Padre. Maria è colei che accoglie le preghiere dei fedeli per consegnarle al Figlio. Maria ascolta la Parola di Dio e allo stesso tempo le preghiere di un'umanità sofferente, perché vengano esaudite. La figura di Maria non è mai separabile da quella di Cristo. Ci insegna come ascoltarlo, come seguire il suo cammino.

L'iconografia elaborata dalla Compagnia su Maria è immensa. In modo particolare la venerazione dell'immagine di Mater Divinae Gratiae riveste un'importanza fondamentale. Per concessione di san Pio V, per la prima volta l'immagine della Madonna custodita nella basilica di Santa Maria Maggiore, che la tradizione fa risalire a san Luca stesso, fu riprodotta in tre copie una delle quali si conserva a Sant'Andrea al Quirinale a Roma, un'altra a Gallarate e una terza a Bahia, in Brasile.

In mostra è presente una Incoronazione del pittore lombardo Ambrogio Figino, commissionata dai Padri gesuiti di San Fedele di Milano nella seconda metà del '500. Maria, simbolo di tutta l'umanità, è incoronata della divinità di Dio, attraverso il Cristo. Dio si è fatto uomo, perché l'uomo diventasse divino, come affermavano i Padri della Chiesa. L'incarnazione eleva l'uomo alla pienezza della sua dignità. L'umanità è incoronata attraverso la figura simbolica di Maria. Si tratta di un aspetto fondamentale. Il Vangelo pone la Vergine dalla parte dei poveri, degli umili, contro i superbi, i potenti della storia. Rappresenta gli anawim, vale a dire gli indifesi, i nullatenenti. Per questo, nel momento in cui l'angelo le annuncia il destino che le è proposto, Maria pronuncia il Magnificat, salmo rivoluzionario secondo il quale Dio ha guardato la povertà della sua serva. In questo senso, Maria è l'ispiratrice della promozione della giustizia. Maria rappresenta l'umanità redenta. Umanità che dice il suo sì alla chiamata di Dio.

In mostra sono inoltre esposte due opere di Mario Sironi, partecipe della vita della Galleria San Fedele di Milano, come testimonia la sua corrispondenza con padre Favaro, ritrovata negli archivi del Centro Culturale, fondatore e direttore del Centro durante gli anni '50 e '60. In mostra due opere essenziali, di grande intensità espressiva: un piccolo inchiostro su carta, una Madonna con bambino, tracciata con grande forza e semplicità, e una Annunciazione, tema particolarmente caro alla sipritualità della Compagnia, in quanto segna il momento dell'Incarnazione di Cristo, del Dio fatto uomo. Si tratta di un'intensa composizione caratterizzata da un disegno forte, incisivo.

Paolo Rigamonti, giovane artista morto tragicamente in un incidente pochi anni fa, presenta l'inizio di una sua ricerca sui misteri del Rosario attraverso lo studio di uno splendido monocromo azzurro. Azzurro come il manto di Maria. Manto di luce aurorale, di nascita della vita, di Annunciazione.

Giovanni Chiaramonte presenta invece la foto di un affresco rappresentante una Madonna in preghiera circondata da una serie di ovali raffiguranti santi francescani. Si tratta di una rappresentazione tipicamente mariana, ma il soggetto del fotografo non è tanto il contenuto iconografico quanto l'intimità della scena, illuminata da una luce calda, dorata, dilatata. Luce della grazia che illumina un'umanità benedetta da Maria. Una rosa attraversa la composizione. Rosa bianca, di purezza, di verginità. Rosa dell'innocenza. Rosa della dolcezza e della tenerezza della Madre di Dio. Madre di tutta l'umanità. 
 
 

Fanno parte della sezione le seguenti oepere:

28.  Giovan Ambrogio Figino, Incoronazione della Vergine, olio su tela, cm 276x172

29. Mario Sironi, Annunciazione, (studio per la vetrata dell'ospedale maggiore di Niguarda), 1950, tempera su tela, cm18x16,7

30. Mario Sironi, Madonna con bambino, disegno a penna su carta, cm13,4x8,4

31. Paolo Rigamonti Gorni, Senza titolo, 2002, tecnica mista su carta, cm 15x15

32. Giovanni Chiaramente, Caltagirone, 2001, stampa fotografica, cm 100x100 
 
 
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