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La preghiera si fa visione PDF Stampa E-mail
Il libretto degli Esercizi Spirituali di Ignazio, malgrado non contenga principi di carattere estetico o iconografico, influenza in maniera determinante la riflessione sull'immagine sacra del suo tempo.

6 aprile - 27 maggio 2006 

Sentire con gli occhi.

L'arte della Compagnia di Gesù:

annuncio di fede e promozione della giustizia 
 

Sezione 6

La preghiera si fa visione 

Testo in catalogo di:

Andrea Dall'Asta S.I.  

Nel solco della Devotio Moderna, gli Esercizi propongono, infatti, un metodo di preghiera in cui il fedele è chiamato a «vedere con l'immaginazione» [47], ricostruendo la scena evangelica in modo da entrare lui stesso nella rappresentazione, per contemplare i personaggi, ascoltarne le parole, cogliere i loro sentimenti... Un'esperienza sensoriale "globale", dunque. Le scene, i misteri descritti dai Vangeli, costituiscono le unità fondamentali della meditazione ignaziana. Una sorta di Vangelo in immagini, in cui il tema della Passione di Cristo è centrale.  

Che il Cristo inchiodato costituisca una di queste unità, lo dimostra il Liber imaginum del Nadal. Un soggetto molto più antico, come testimonia la piccola tavola fiamminga del XV secolo, presente in mostra. Il tema sarà riproposto più volte dalla Compagnia - dal Nadal, dal Cerano o dai fratelli Taurino e ancora da Gaspare Celio nella Chiesa del Gesù di Roma e oggi da William Xerra. Il soggetto, non riportato dai Vangeli, sembra costruito per permettere al fedele un dialogo, un incontro. Nell'opera del Cerano, che ben interpreta le possibilità espressive del soggetto, una restrizione del campo visivo invita lo spettatore a introdursi con forza nella scena. Un impasto libero e corsivo dà un senso di immediatezza e di coinvolgimento affettivo. Incoerenze prospettiche, improbabili differenze di colore negli incarnati dei personaggi, proporzioni che non rispettano le leggi della prospettiva, tutto sembra concorrere non tanto a una ricerca formale di tipo realistico, quanto alla partecipazione di un dramma. Tutta la composizione sembra seguire il ritmo e la direzione disegnati da questo corpo. I soldati sulla sinistra, gli aguzzini al centro, il gruppo delle pie donne si dispongono quasi a raggiera. Tutto si concentra attorno alla figura di Cristo, presenza centrale, la cui importanza è messa in rilievo dall'incarnato livido che si contrappone ai colori terrosi, scuri, rossastri del fondo. La sua bellezza, elegante e dolce, è sinonimo d'irradiazione del divino, di manifestazione della sua bontà, in opposizione al carattere brutale e volgare degli aguzzini.

Il corpo che attraversa la scena è anche centro teologico della composizione. Oltre a costituire il punto di convergenza ideale dei diversi personaggi, il corpo è illuminato in modo da assumere un rilievo particolare rispetto al fondo oscuro e indefinito da cui emerge. Nella notte dell'umanità («fit eclipsis Solis universalis», dice il testo del Nadal), il Cristo si manifesta come luce del mondo, perché chi lo riconosce possa salvarsi. Luce riconciliatrice della Passione. Il Cristo guarda all'esterno della scena, nella direzione dello spettatore, per creare una partecipazione affettiva che invita al dialogo, alla comunione, punto centrale nella dinamica degli Esercizi. Tutto si concentra su un incontro di sguardi. La preghiera si fa visione, apparizione interiore. In questa dialettica luce-tenebra, lo spettatore è chiamato a una decisione di fede, perché il momento di dialogo tra uomo e Cristo si trasformi in quello della grazia, della comunicazione di Dio all'umanità; perché questo incontro si trasformi nel desiderio di «imitare Cristo nostro Signore».  

Fanno parte della sezione le seguenti oepere:

23. Anonimo fiammingo, sec. XV, Cristo inchiodato, cm 7x13, tempera su tavola

24. Jeronimo Nadal, Evangelicae historiae imagines, Ex ordine Euangeliorum, quae toto anno in Missae Sacrificio        recitantur, In ordinem temporis vitae Christi digestae, Auctore Hieronymo Natali Societatis IESU Teologo, Anversa 1593, cm 21x16

25. Giovanni, Giacomo Taurino, Rizzardo (?), Cristo inchiodato alla croce, legno di noce intagliato, cm 47x38 formella lignea del confessionale conservato presso la sacrestia della chieesa di S. Maria alla Scala in San Fedele, Milano

26. Giovan Battista Crespi, detto il Cerano e bottega, Cristo inchiodato alla croce, olio su tela, cm 78x166

27. William Xerra, Il volto di Cristo, 2002, tecnica mista su carta, cm 38x58
 
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