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Sull'ultimo, lo sguardo di Dio PDF Stampa E-mail
Negli Esercizi Spirituali, il primo giorno della seconda settimana, Ignazio invita il fedele a immaginare una scena del tutto particolare, in cui «le tre Persone divine osservano tutta la superficie ricurva del mondo popolato di uomini;

6 aprile - 27 maggio 2006 

Sentire con gli occhi.

L'arte della Compagnia di Gesù:

annuncio di fede e promozione della giustizia 
 

Sezione 2

Sull'ultimo, lo sguardo di Dio 

Testo in catalogo di:

Andrea Dall'Asta S.I.  

Vedendo che tutti vanno all'inferno, stabiliscono da tutta l'eternità che la seconda Persona si faccia uomo, per salvare il genere umano; così, giunto il tempo prefissato, inviano l'angelo san Gabriele a nostra Signora». (262) Con un linguaggio che oggi potrebbe risultare un poco obsoleto, Ignazio crea un'immagine di straordinaria suggestione. Le Persone della Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo osservano un'umanità attraversata da conflitti, violenze, drammi. Dio interviene nella storia, per salvare l'umanità. L'Incarnazione è al centro di questo progetto di redenzione. Da questo invio trae origine la vocazione del gesuita: lavorare al servizio della fede e della carità. L'annuncio del Vangelo e l'impegno per la giustizia sono due aspetti inscindibili della sua attività apostolica.

In un'incisione del '700 Ignazio tiene aperto un libro con la scritta Ad maiorem Dei Gloriam. In basso, i quattro continenti. Le quattro direzioni del mondo. L'integralità della vita dell'uomo. Di ogni uomo. In modo particolare, la scelta preferenziale per i poveri, per gli ultimi segna la storia dell'Ordine, come mostrano gli scritti ma anche i gesti concreti di Ignazio, quando per esempio fonda la casa di Santa Marta a Roma, destinata alla redenzione delle prostitute.

In questa sezione, alcune riflessioni si concentrano sul concetto di povero, di dimenticato, di ultimo. Con la morte in Croce, non fu forse il Cristo a essere rigettato, rifiutato, incarnando tutta l'umanità sofferente? Una grande sfera di Marcello Mondazzi si manifesta come un mondo malato, lacerato, ferito. Un grande volume di materiale plastico riciclato, trattato con oli, petroli, e al tempo stesso fragile, vulnerabile. La scultura si presenta come simbolo cosmico ferito nella sua imponente grandezza.

Lawrence Carroll riflette sul gettato, sul rifiutato a sua volta scartato dai rifiutati e dagli emarginati delle periferie urbane delle grandi metropoli americane. L'oggetto è come riscattato dal gesto di recupero dell'artista che lo avvolge poi in un telo, come per proteggerlo, trasfigurarlo, quasi fosse un lenzuolo sindonico. Pietas di uno sguardo. Carità di un gesto. L'attenzione dell'artista americano si concentra sull'ultimo, su ciò che non presenta nessun motivo perché lo sguardo si concentri su di lui. Sull'ultimo si posa lo sguardo di Dio. Anche l'artista russa di origine ebrea Lena Liv presenta un'umanità esclusa, dimenticata, come possono essere i malati di un ospedale psichiatrico tedesco degli inizi del Novecento. Umanità debole, umile, senza storia. Anti-eroi, riscattati dal gesto dell'artista che ne presenta i volti con grande nobiltà e dignità. Sguardi di straordinaria intensità espressiva che interrogano, interpellano.

Nei Vangeli, non furono forse gli ultimi, i poveri, gli indifesi, coloro che per primi accolsero la Buona Notizia? Il Cristo, sulla Croce (Pietro Coletta), non è forse colui che si è fatto ultimo, rigettato, rifiutato, la pietra scartata divenuta testata d'angolo? 

Fanno parte della sezione le seguenti opere:

5. Pietro Locatelli, sant'Ignazio e i quattro continenti, 1694, incisione, cm 35x23,5

6. Pietro Coletta, Croce, 2004, filo di rame e oro, cm140x70

7. Marcello Mondazzi, Forma quasi sferica, 2004, metacrilato, ø cm 120

8. Lawrence Carroll, Untitled, 2002, cm 54x40x5, olio, cera, tela, legno

9. Lawrence Carroll, Untitled, 2002, cm 48x42x5, olio, cera, tela, legno

10.  Lawrence Carroll , For Giuseppina and family, 2003, olio, cera, tela, legno, cm 26x22x19

11. Lena Liv, Ragazza, 2003, sviluppo di spettro fotografico, ferro, vetro, pigmento, cm 42x62x5

12. Lena Liv, L'altro, 2002, sviluppo di spettro fotografico, ferro, vetro, pigmento, cm 42x62x5
 
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