Localizzata nello stato indiano meridionale del Kerala, la Chiesa
siro-malabarica,forte di ben 3.200.000 fedeli, riannoda le proprie
origini a San TommasoApostolo che, si racconta, raggiungesse questa
regione nell'anno 52 d.C.Nel dicembre 1992 la Santa Sede le ha
riconosciuto lo stato di Chiesa autonoma,facendo di essa la seconda
Chiesa autonoma del mondo cattolico, dopo quellaucraina. La
Chiesa siro-malabarica, una delle più ferventi del greggecristiano,
procura quasi il 70% delle 120.000 vocazioni dell'India, frai 15
milioni di credenti che hanno dato a questo paese la prerogativa
diessere la nazione con la più alta percentuale di vocazioni
rispettoalla popolazione cattolica. Secondo l'arcivescovo Varkey
Vithayathil, AmministratoreApostolico della Chiesa siro-malabarica,
"perfino il Santo Padre èsorpreso dell'elevato indice di vocazioni di
questa Chiesa che ne vantauna ogni 50 fedeli". Nel suo
messaggio per l'insediamento del nuovo Amministratore Apostolico,il 18
gennaio 1997, il cardinale Achille Silvestrini, Prefetto della
Congregazionedelle Chiese Orientali, ha affermato: "Desidero esprimere
le mie congratulazionie formulare preghiere affinché... la Chiesa,
benedetta da una vividafede e da un evangelico fervore, possa
progredire con zelo sempre piùgrande". Lo stesso Giovanni Paolo
II, nel 1980, ha riconosciuto che "tornaa merito di questa Chiesa il
fatto che essa non si sia mai separata dallacomunione con Roma, in una
continuità che la distanza geograficanon è riuscita a spezzare". Nelle
antiche cronache storiche qualunque riferimento ai cristiani
dell'Indiariconduceva invariabilmente a quelli di San Tommaso. Unica
macchia nellagloriosa tradizione di questa Chiesa è la netta divergenza
di opinionesul suo patrimonio liturgico. Un contrasto che ha costretto
la Santa Sedea riservare a sé il potere di decidere in tale maniera e
di farele nomine ecclesiastiche principali. Mentre un gruppo vuole che
la Chiesaripristini in toto la liturgia orientale siriaca, usata per
secoli, lamaggioranza è favorevole a modifiche in sintonia con le
attualicondizioni dell'India. Fra le tesi pro e contro, un punto è
rimastoinconfutato: l'unicità per molti aspetti della Chiesa
siro-malabarica.Pochi potrebbero contestare che la condizione attuale
di questa Chiesasia "indù per cultura, cristiana per religione e
orientaleper culto". Essa viene riconosciuta siriaca per i suoi legami
conla Chiesa siriaca orientale e con la lingua siriaca, in uso nella
liturgiafino al 1968, quando per la prima volta la Santa Messa fu
celebrata inmalayalam, la lingua-madre del Kerala. Gli storici
ritengono che l'Apostolo S. Tommaso seguisse la via delcommercio delle
spezie, dal Medio Oriente all'India, e approdasse sullacosta del
Kerala, nota come Malabar ai mercanti di spezie, per diffondereil
Vangelo in questa regione famosa per il pepe, il cardamomo, gli
anacardi,il caffè e il tè. Gradatamente la comunità cristianane divenne
il principale venditore della regione e conquistò ilmonopolio virtuale
del commercio delle spezie, eredità, questa,che continua ancora oggi.
Un svolta L'approdo sulla costa del Kerala, nel
345 d.C., di Tommaso di Cana conalcune famiglie, rappresentò uno dei
momenti culminanti nella storiadelle comunità dei cristiani di San
Tommaso, che avevano sviluppatouna propria liturgia assimilando
pratiche e usanze locali. Tommaso di Canadimostrò un sottile acume
negli affari e ottenne speciali favori(incisi su lastre di rame) dai re
indù locali, al servizio militaredei quali si distinsero i suoi
discendenti. Mentre il numero preciso dellefamiglie giudeo-cristiane
che lo accompagnarono è oggetto di controversia,la maggior parte degli
storici è d'accordo che l'arrivo del gruppospianò il terreno al dominio
e al controllo dei vescovi della Siriaorientale sulla Chiesa del
Kerala. Bisogna notare, tuttavia, che la minoranza filo-caldea
contesta questaconvinzione, e afferma che l'arrivo di Tommaso di Cana
con la sua famigliaavvenne solo nel secoloVIII, mentre dell'epoca in
cui San Tommaso Apostoloportò la fede cristiana in India, questa Chiesa
ha seguto il ritocaldeo. "Questo legame ebbe un effetto
negativo sullo sviluppo e sullatrasformazione della comunità cristiana
originaria in una Chiesaindiana, composta da indiani", dice Padre
Andrew Thazheth, un pionieredegli studi sulle fonti giuridiche della
Chiesa siro-malabarica. Attualmentein servizio presso la curia di
questa stessa Chiesa, Padre Thazheth sostieneche l'arrivo dei mercanti
giudeo-cristiani dalla Mesopotamia "aprìla via allo scaltro dominio dei
siriaci dell'Est sulla Chiesa del Kerala".Mentre i vescovi provenienti
dalla Persia erano impegnati in problemi spirituali,l'amministrazione
della Chiesa rimaneva sotto il controllo dell'arcidiacono,che era anche
il capo della comunità locale. Solo pochi elementi- come le nomine
ecclesiastiche dell'arcidiacono, le assemblee parrocchiali(yogam) e
quelle generali (pothuyogam) - erano caratteristiche
specificamenteindiane. Nel XVI secolo i missionari portoghesi,
con il sostegno dell'aggressivoesercito coloniale, operarono molte
conversioni. In questo periodo venneimposto il sistema amministrativo
occidentale. Il giuramento della Crocedi Koonan del 1653, segnò il
culmine della resistenza contro i gesuitiportoghesi, che dimostrarono
scarso rispetto per le tradizioni e gli usiindigeni. Gli ultra-zelanti
missionari tentarono di introdurre lo stiledi vita della Chiesa latina
e interferirono nel funzionamento religiosodella Chiesa locale. Ciò
provocò la rivolta. I ribelli accolserocosì il rito siro-antiocheno
della Chiesa siro-ortodossa, conosciutacome Chiesa Giacobita. La
Chiesa siro-malankarica - il siro-malankarico è uno dei treriti
dell'India contemporanea accanto a quello siro-malabarico e al latino-
fa anch'essa parte di coloro che datano le origini della propria fedeai
tempi dell'Apostolo S. Tommaso e che sono ritornati nel 1930
all'ovilecattolico, staccandosi dai Giacobiti. Invece dei vescovi
caldeo-persiani,i cattolici hanno avuto un vescovo europeo fino al XIX
secolo. Il primovicariato siro-malabarico fu istituito nel 1896. La
Chiesa cattolica deicristiani di San Tommaso venne chiamata Chiesa
siro-malabarica nel 1923quando fu separata dalla Chiesa latina ed ebbe
una propria gerarchia ecclesiastica. Radicata nella cultura indiana La
Chiesa siro-malabarica è profondamente radicata nella culturaindiana,
come appare evidente dalle sue pratiche sociali. I cristiani diSan
Tommaso hanno adottato molte delle consuetudini indù per quantoconcerne
le celebrazione dei matrimoni, l'unzione degli infermi, i riticonnessi
con la nascita e la morte, la formazione del clero e la
costruzionedelle chiese. Perfino le feste e i digiuni seguono regole
locali. Diverse usanze indù fanno oggi parte del rito
siro-malabarico.Il momento più significativo di un matrimonio è, per
esempio,quello in cui viene annodato il tali (una piccola croce d'oro
che assomigliaal pegno nuziale nella celebrazione degli indù). La cena
dopo ifunerali, come pure la benedizione della casa il settimo e
l'undicesimogiorno dopo un decesso, incarna pure le tradizioni indù. Il
ritoindù della fertilità legato al matrimonio è di prassianche nelle
famiglie di rito siriaco, con l'accensione delle lampade sacresullo
sfondo di mazzi di piante di riso e noci di cocco, dentro un
recipienteper la misurazione del riso e tenuti in mano dallo sposo e
dalla sposamentre entrano in casa dopo la cerimonia nuziale in chiesa.
Muthukkuda(ombrelli multicolori), chendas (tamburi sacri) e perfino gli
elefanti- elementi essenziali delle feste indù - fanno parte delle
celebrazionie delle processioni parrocchiali della Chiesa
siro-malabarica. Anche lericorrenze e i digiuni cristiani sono in
armonia con le tradizioni locali. Il Sinodo di Diamper del 1599
entra nella vita della comunitàcristiana di quei tempi e proibisce, per
esempio, ai cristiani di celebrareOnam (la grande festa del Kerala in
memoria di un mitico e benevolo re)e di mandare i bambini ai centri di
addestramento in kalari (l'arte marzialeindù). Tuttavia oggi alcuni
parroci chiedono alle donne di recarsia messa nel giorno di Onam con il
tipico abbigliamento femminile indù.In un paese dove inginocchiarsi è
un fatto insolito, i cristianidi San Tommaso si accovacciano per terra
durante le funzioni religiosecome fanno i loro confratelli indù nel
tempio. Le profonde radici nella cultura locale dei cristiani di
San Tommasosi possono desumere anche dai loro nomi, che manifestano
derivazioni indigene,mentre i nomi dei cristiani, convertiti a partire
dal XVI secolo in poi,tradiscono legami europei. Così, per esempio, un
cristiano di SanTommaso si chiama Thoma o Thomman, invece di Thomas,
Ouseph al posto diJoseph, Mathai invece di Mathew, Vareed e Varkey
invece di Varghese, Devassyinvece di David, Porinchu e Pranchi al posto
di Francis, Mariam e Mariammainvece di Mary, Annama corrisponde ad
Anne, e Plemena a Philomina. Un'esigenza crescente nella comunità
è il ribattezzarela Chiesa siro-malabarica con la "Chiesa dei cristiani
di San Tommaso".Essa ha perfino una croce speciale, detta "Croce di San
Tommaso".Intanto, uno dei motivi di lagnanza dei cristiani di San
Tommaso nei confrontidel governo del Kerala è il fatto che quest'ultimo
non ha ancoraincluso il 3 luglio (giorno del martirio dell'Apostolo San
Tommaso) nellefestività pubbliche dello stato in cui sei milioni di
cristianicostituiscono più del 20% della popolazione. I fedeli della
Chiesasiro-malabarica hanno, comunque, l'obbligo di assistere alla
messa, comela domenica, in quel giorno in cui, secondo la leggenda,
perfino gli elefantiselvaggi e le tigri scendono ai fiumi per piangere
il martirio dell'Apostolo. I cristiani di San Tommaso hanno pure
una propria danza folcloristica,chiamata Margam Kali, che evoca
l'arrivo di Tommaso di Cana. L'identitàetnica si evidenzia anche
nell'abbigliamento, particolarmente in quellofemminile, che li
distingue dagli indù. Dalla bianca chattayum mundumchiunque può
riconoscere una donna cristiana. Analogamente, ancheil mekkamothiram
(un grande orecchino superiore portato dalle donne
cristiane)rappresenta un altro segno distintivo che identifica i
cristiani di SanTommaso. Tuttavia oggi l'abito tradizionale cristiano è
indossatosolo dalle persone anziane, mentre le ragazze preferiscono
vestire il sarii,il vestito femminile comune a tutte le donne,
indipendentemente dalla castao dal credo. Prima dell'imposizione
della forma di amministrazione occidentale duranteil periodo latino (a
partire dal XVI secolo), i sacerdoti erano sposati.Un'altra conseguenza
delle relazioni con l'Europa, che perdura ancora oggi,è stata che i
cristiani siro-malabarico, vegetariani prima dell'arrivodei portoghesi,
presero a imitare i cristiani dell'Ovest, fino al puntoche oggi sono
poche le famiglie cristiane che rinunzierebbero ad acquistarela carne
di domenica. Anzi, nessuna festa o solennità puòdirsi perfetta se non
c'è carne a tavola, tanto che i cristianivengono attualmente
identificati come "mangiatori di carne",in contrapposizione agli indù
che nelle ricorrenze festive o auguraliservono solamente cibi
vegetariani. Analogamente, la comunità cristiana ha perfezionato
nei secolialcuni piatti tipici, quali l'achappam, il kuzhiappam, e il
kuzhalappam(dolci di farina di riso cotti in olio di cocco), o il
vatteppam, una tortarotonda, cotta a vapore, preparata con farina di
riso zuccherata e fermentatanel toddy, un liquore estratto dalla fibra
della noce di cocco. A partire dall'istituzione del Vicariato
della Chiesa siro-malabarica,i vescovi hanno dimostrato un forte
interesse nell'organizzazione dei pallikkoodams(scuole adiacenti alle
chiese). Questo interesse ha spianato la via
all'elevataalfabetizzazione che si riscontra fra i cristiani del Kerala
e al lorogrande contributo all'educazione delle masse. Persone
altamente qualificate, come pure giovani privi di lavoro, insiemea un
grande numero di persone consacrate, uomini e donne, hanno varcatoi
confini del Kerala e si sono stabilite altrove, costringendo la
SantaSede a costituire, in tempi recenti, ben dieci diocesi di rito
siro-malabaricofuori dal Kerala, oltre alle dodici già esistenti nello
stato, dovevive più dell'80% dei suoi membri. Perfino i vescovi
di rito latino riconoscono che le famiglie della Chiesasiro-malabarica
che vivono fuori dal Kerala sono cristiani migliori deglialtri. "Voi
avete una gloriosa tradizione di preghiera e di devozionein seno alla
famiglia; siate modello per gli altri", ha raccomandatol'arcivescovo di
Delhi, Alan Basil de Lastic, nel corso di una riunionedei membri della
Chiesa siro-malabarica, il 12 aprile scorso. Piùdel 70% degli 80.000
cattolici dell'arcidiocesi della capitale indianaappartiene alla Chiesa
siro-malabarica. |