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TRE AMICI NEL SIGNORE
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E’ nell’ottobre del 1540 che la missione apostolica di Pierre si iscrive nella grande storia religiosa del suo tempo. Si reca in un primo momento in Germania, per assistere ai colloqui di Worms e partecipare alla Dieta imperiale del 1541 a Ratisbona, presente l’imperatore Carlo V.
 Le frequenti conversazioni teologiche, tese a mantenere l’integrità della dottrina cattolica, non lo distoglievano dall’attività pastorale, dalla preghiera, dalla contemplazione, dalla direzione spirituale di principi, ecclesiastici  e dotti dell’epoca. Il 9 luglio dello stesso 1541 pronunciò i voti solenni nella chiesa della madonna, a Ratisbona.

Consegnando al Memoriale il ricordo della sua professione, annota tra l’altro: “  I voti di castità, di povertà e obbedienza sono fatti al preposito della Compagnia, il maestro Ignazio di Lodola. A lui pure ho fatto il voto di obbedienza con cui ci obblighiamo al Sommo Pontefice per quanto riguarda le missioni” (Memorie, 23).

Ripresa la pellegrinazione apostolica, questa volta in direzione iberica, Pierre e i suoi sono arrestati dalle truppe francesi presso Nantua e incarcerati per sette giorni; con la sua bontà e affabilità conquista i suoi carcerieri, al punto che il loro capo si confessa con lui….

Del ministero in terra di Spagna registra prevalentemente riflessioni ed esperienze di carattere spirituale, soffermandosi spesso sull’acquisizione al suo universo devozionale dei santi locali: Narciso, Eulalia, Santiago, la Vergine di Montserrat, del Pilar , di Guadalupe; sappiamo, comunque, che giunse a Madrid nell’ottobre 1541 e iniziò a lavorare apostolicamente nel presbiterio di Galapagar.  Richiamato dal Papa in Germania, intraprende un nuovo viaggio “assai lungo e pericoloso”, durante il quale il Signore gli accorda “innumerevoli benefici”, liberandolo da diverse fonti di difficoltà: carcere, soldati, eretici, malattie…

Mosso da un’autentica preoccupazione ecumenica, concepisce l’intenzione di pregare in modo particolare per sette città, nelle quali il cattolicesimo si trovava in situazione di sofferenza: Württemberg, Ginevra, la capitale della Sarmazia – di cui non conosceva il nome, probabilmente Mosca o Kiev -, Costantinopoli, Antiochia, Gerusalemme e Alessandria (Memorie, 33).


 
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