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TRE AMICI NEL SIGNORE PDF Stampa E-mail
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TRE AMICI NEL SIGNORE
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Il 21 novembre 1552 celebra il funerale di un contrabbandiere dell'isola, la sua ultima Messa. Le forze lo abbandonano; nelle sue ultime ore invoca la Trinità e la Madre del Signore, spegnendosi con il nome di Gesù sulle labbra. Era l'alba del 3 dicembre 1552; in quello stesso giorno, secondo la tradizione, il "Cristo sorridente" di Javier sudò sangue dal costato aperto.

Il suo corpo venne trasportato a Malacca, quindi a Goa, dove riposa nella Basilica del Bom Jesus, venerato da cristiani, indù e musulmani.  Gregorio XV lo proclamerà santo, con Ignazio di Loyola e Teresa d'Avila, il 12 marzo 1622.

E' anche il patrono della gioventù e delle missioni, cui ha dedicato l'intera sua vita di religioso. Sperimentata l'infinita bontà del "dono di Dio" che era in lui, desiderò adoperarsi affinché Gesù e il Suo Vangelo fossero ricevuti come Buona Novella da ogni persona, aiutando le anime a lasciarsi plasmare da Cristo: passione e urgenza apostolica che si radicavano nella volontà di "servire Cristo, Signore e Salvatore, e di continuare la Sua opera nel mondo".

Sul modello di San Paolo, proclamò la Parola della Salvezza in ogni occasione opportuna e non opportuna, senza lasciarsi scoraggiare da pericoli e difficoltà di fronte alla gioia di una nuova "plantatio Ecclesiae". Una predicazione, quella di Francesco, sorretta e alimentata da una preghiera intensa, particolarmente nelle ore della notte, ed accompagnata dalla povertà personale, dall'austerità,  dalla carità senza limite. Un'esperienza apostolica che egli volle partecipare ai suoi confratelli con le sue lettere, cui affida il vissuto quotidiano della missione, progetti, ispirazioni, insuccessi, in una sorta di conversazione spirituale in lontananza con gli "amici nel Signore";  l'epistolario saveriano contribuì in modo determinante alla formazione dello spirito missionario nella cristianità  del tempo e alla fioritura di  nuove vocazioni per le vigne più lontane del Signore,  oltre a costituire una testimonianza preziosa di  popolazioni e  terre all'epoca poco conosciute.

Pietro Favre, primo compagno di Ignazio e primo sacerdote della Compagnia di Gesù, nacque a Villaret, nelle montagne della Savoia, il 6 aprile 1506, da una famiglia di provata fede religiosa che lo educò nel timore del Signore.
Come apprendiamo dalle sue “Memorie spirituali”, i genitori gli avevano affidato la cura dei greggi; Pierre tuttavia pensava alla scuola e vinta la contrarietà familiare iniziò a studiare sotto la guida dell’educatore e umanista Pierre Veillard.
A soli dodici anni sperimentò l’impulso di offrire se stesso al Signore e fece voto di castità perpetua; completati gli studi nella scuola del Veillard, il diciannovenne Pierre, mosso da “un disordinato desiderio di sapere e di studiare le lettere”, lascia la Savoia natale per recarsi a Parigi. Alloggia come pensionante a Santa Barbara, uno dei collegi più qualificati della Sorbona, legandosi di amicizia con il coetaneo e compagno di stanza Francisco Javier, nobile navarrino, di carattere esuberante e dalle spiccate doti atletiche; nel 1529 Pierre diviene baccelliere, consegue la licenza e conosce un nuovo pensionante, quell’Ignazio di Loyola, al quale non esita a confidare angustie e tentennamenti spirituali.

Anni più tardi, così commenterà nelle sue Memorie il sodalizio con Ignazio: “Benedetta in eterno la provvidenza divina, che ordinò le cose in tal modo per mio bene e salvezza. … Egli mi era insegnante di vita spirituale, dandomi la possibilità di ascendere alla conoscenza della volontà divina e della mia propria”. (Memorie, 8). Nel 1534, dopo alcuni mesi trascorsi a casa con il padre - la madre era nel frattempo mancata – fece ritorno a Parigi per completare gli studi teologici e vivere il mese di Esercizi Spirituali ignaziani; venne ordinato sacerdote il 30 maggio e qualche tempo dopo, “il giorno della Madonna d’agosto” celebrò la Messa nella cappella dei Martiri a Montmartre,  durante la quale i primi sette compagni pronunciarono  il voto di cui si è detto (Memorie, 15).


 
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