Advanced Events Countdown
There are no upcoming events
|
|
|

|
|
Home
|
|
Pagina 11 di 11 Dopo
un breve soggiorno a Lovanio, Pierre riceve l’ordine di partire per il
Portogallo; lascia Colonia il 12 luglio 1544, portando con sé un
consistente numero di reliquie donategli da parrocchie e conventi della
città.All’arrivo in terra portoghese, il 24 agosto 1545, Pierre
trascorre qualche tempo alla corte del Re Giovanni III ad Evora, prima
di spostarsi a Coimbra e concludere la sua missione in Spagna, a
Salamanca e Valladolid.
In questi mesi, le annotazioni
delle sue Memorie rivelano l’urgenza fortemente avvertita da Pierre di
condurre le anime a Cristo e l’anelito di conformarsi più
pienamente alla divina volontà, attraverso il “morire quotidiano” a se
stesso, l’esercizio gratuito della carità, il servizio agli umili; tra
le diverse intenzioni, non dimentica di pregare “per il successo di
questo Concilio di Trento, tanto atteso” (Memorie, 431).
Il
libro si interrompe il 20 gennaio 1546, pochi mesi prima della morte;
in una delle ultime pagine Pierre si offre a Cristo come suo strumento,
come umile “scopa”, con cui purificare le case spirituali.
Nel
frattempo era stato chiamato a recarsi come teologo al Concilio
di Trento; dopo aver lasciato Madrid, visita Valenza, Gandía e
Barcellona, giungendo a Roma a metà luglio. Minato dalla febbre, si
spense fra le braccia di Ignazio di Loyola il 1º agosto 1546; nel
1872 Pio IX ratificava il rescritto della Congregazione dei Riti, con
cui si approvava il culto reso al beato da tempo immemorabile nella
Savoia e nella Compagnia di Gesù.
Difficile sintetizzare la
ricchezza della vita di Pierre, tutta proiettata verso l’amore e la
lode del Signore, e del suo insegnamento, con il quale esortava a
predisporre il cuore all’ascesi e ad abbandonare quanto impedisse di
vivere in compagnia del Signore. Per il futuro Beato, solo
entrando in un amore di piena confidenza con Dio si può andare incontro
ai fratelli con la sicurezza di poterli “vedere” ed ascoltare (Memorie
66); predisponendosi alla missione, egli prega intensamente
affinché gli venga concesso di essere servitore e ministro di Cristo
che consola, soccorre, libera, guarisce, arricchisce e fortifica, onde
potere a sua volta consolare i fratelli in difficoltà spirituale e
materiale. Un’inclinazione, quella del cuore, che deve tendere
permanentemente verso la Croce, nel discernimento costante della
volontà divina, sia per la vita interiore, sia per l’impegno esterno.
In
tale percorso spirituale come anche nelle pellegrinazioni da un angolo
all’altro dell’Europa, Pierre ha per compagni di viaggio gli
arcangeli, gli angeli custodi e i santi protettori dei Paesi
visitati, alla cui intercessione affida la propria preghiera per
gli abitanti del luogo. Le annotazioni delle sue Memorie si
aprono generalmente con il riferimento alla festa o alla memoria
liturgica del giorno: dalla contemplazione dei misteri della vita di
Cristo e della Vergine e alla scuola dei Santi egli trae luce e
alimento per il suo apostolato itinerante.
(Fonti: GESUITI,
Annuario della Compagnia di Gesù 2006; Perre Favre, Memorie Spirituali,
a cura del P. Giuseppe Mellinato, S.I.; siti: www.gesuiti.it
www.amisdansleseigneur.com www.jesuitas.es )
|
|