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Pagina 2 di 11 Il gruppo si ingrandisce con la
presenza di altri quattro compagni e si riunisce regolarmente alla
Certosa di Vauvert per pregare e parlare delle “cose di Dio”. Il 15
agosto 1534, a Montmartre, i sette “amici nel Signore”
pronunciano il voto di vivere sempre in povertà evangelica e nel
celibato, recarsi in pellegrinaggio a Gerusalemme nell’arco dei
successivi dodici mesi, mettersi a disposizione del Papa nel caso di
impossibilità di accesso ai Luoghi Santi; l’impegno è assunto
solennemente nel corso di una Messa presieduta da Pietro
Favre, che era stato da poco ordinato sacerdote. Nel 1535 Ignazio si
ammala e torna a casa su consiglio medico. Due anni più tardi il gruppo
si ritrova, più numeroso, a Venezia; gli universitari parigini ricevono
l’ordinazione sacerdotale e, prima di separarsi, si danno appuntamento
a Roma, per la Pasqua 1538.
Ignazio si mette in viaggio
accompagnato da Giacomo Laínez e Pietro Favre; poco prima di entrare in
città, fermatosi a pregare in una cappellina de La Storta, riceve la
visione del Padre e del Figlio, che lo accettano come loro servitore.
Riuniti finalmente a Roma, gli “amici” sono ricevuti dal Papa Paolo III
nel novembre 1538 e offrono al Pontefice piena
disponibilità per qualsiasi missione voglia loro affidare;
decidono di formare un nuovo istituto – la “Compagnia di Gesù” – che
verrà approvata da Papa Farnese il 27 settembre 1540 con la Bolla
"Regimini militantis Ecclesiae".
Eletto Preposito
Generale nel 1541, Ignazio vive in un vecchio edificio del centro
romano accanto alla Cappella di S. Maria della Strada,
dedicandosi alla redazione delle Costituzioni dell’Ordine e alla
corrispondenza; numerose sono infatti le richieste di invio di
confratelli in Asia, Africa, America: missionari “ad gentes”, teologi
per il Concilio di Trento, insegnanti in scuole e università. Impegna
il resto del tempo nell’esercizio del suo ministero sacerdotale,
predicando, confessando, adoperandosi per la creazione di molteplici
opere: per catecumeni ebrei e musulmani, per i poveri, per debitori
insolventi reclusi in carcere. Stremato dalle fatiche e dalle
sofferenze si spegne all’alba del 31 luglio 1556; sarà beatificato da
Paolo V nel 1609 e canonizzato da Gregorio XV nel 1622, insieme a
San Francesco Saverio e Santa Teresa d’Avila.
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