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Pagina 4 di 14 CORO Miserere mei, Deus, miserere mei, quoniam in te confidit anima mea. Miserere mei Deus. Amen SCENA II
VOCE RECITANTE Il suo nome era Francisco de Jassu y Xavier. Apparteneva a una nobile famiglia della Navarra fiaccata dalla guerra tra i regni di Spagna e Francia. Era un ragazzo forte, intelligente, allegro, ambizioso…
L'ambizione può condurre a molte strade L'ambizione può distruggere o costruire L'ambizione è un'arma o uno strumento
Francesco vuole conoscere il mondo, aprirsi al fervore Valica i Pirenei Raggiunge Parigi Studia alla Sorbona e vive una vita di giovane assetato di vita. Le esperienze si intrecciano vorticose, sensuali, rapide, così rutilanti da perdere ben presto ogni significato
Ci sono molti modi per conquistare il mondo, Francesco. Ma serviranno a qualcosa queste conquiste? Forse… Forse quello che conta è non perdere se stessi per la via — non perdere la propria anima, la compassione per i dolori dell'uomo, la partecipazione alle sue gioie…
Questo, più o meno, gli disse un vecchio studente di trent'anni, un basco di nome Iñigo, forte e tenace come lui. Francesco dapprima ignorò quelle parole. Non le capiva. Poi ne fu catturato, affascinato, avvinto, e comprese che la vita è un bene troppo prezioso per sciuparla portandosela appresso come un'estranea.
Iñigo, Pierre, Simon, Diego, Alfonso, Nicola e Francisco… Un piccolo gruppo di amici che in un tiepido giorno di mezzo agosto nella chiesa sulla collina di Montmartre si consacra totalmente a Dio e decide di essere povero, casto, obbediente, ma anche risoluto, deciso, ambizioso. Un desiderio su tutti: portare ovunque la parola di Cristo e le azioni che la parola genera. A Roma si rimettono nelle mani del Papa che li accoglie benevolmente e approva con i fatti e le parole le gesta di questa giovane compagnia di amici nel Signore.
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